domenica 29 gennaio 2017

LA TEORIA SISTEMICA

La psicologia sistemica analizza la relazione educativa partendo da due presupposti: tutto è comunicazione e il mondo psichico è un sistema, ossia una totalità nella quale il mutamento di una parte genera il mutamento collettivo.
 
 Per Watzlawick la comunicazione è un "processo di interazione tra le diverse persone che stanno comunicando". Per lo studioso "non si può non comunicare". Non può esistere una non-comunicazione, in quanto non può esistere un non-comportamento. Perché vi sia comunicazione non vi è bisogno quindi di intenzionalità.
Watzlawick ha sviluppato la pragmatica della comunicazione, dove il primato spetta appunto alla relazione.
Per lui la comunicazione può essere suddivisa in tre settori:
  • la sintassi: che comprende i problemi relativi alla trasmissione delle informazioni;
  • la semantica: che centra l'attenzione sui significati simbolici del messaggio;
  • la pragmatica: che indaga sull'influenza che la comunicazione ha sul comportamento.
Egli afferma inoltre che per  spiegare un singolo fenomeno bisogna prendere in considerazione tutto il suo contesto.
Le principali indicazioni che la teoria sistemica fornisce all'educatore sono:
  • l'educatore nel gruppo classe deve favorire la riorganizzazione interna ogni volta che un nuovo elemento turba l'equilibrio precedente;
  • nel gruppo egli deve individuare le persone-chiave il cui mutamento di comportamento genera il mutamento collettivo
  • egli deve tenere sotto controllo l'ansia o stimolare l'attenzione quando si presenta un problema o viene assegnato un compito.
Sulla base di queste considerazioni l'approccio sistemico sottolinea come le abilità relazionali dell'educatore siano strutture interazionali, perchè l'educatore deve essere capace di interagire nel modo opportuno sia con il singolo che con il gruppo. Inoltre deve accertarsi che il circolo comunicativo che si stabilisce sia orientato in una direzione comune, cioè chi ascolta reagisce, comunicando a sua volta.

LA TEORIA UMANISTA

La psicologia umanista è un orientamento inaugurato da Abraham Maslow che, in dissenso nei confronti della psicologia psicoanalitica, riconduce le motivazioni dell'azione a una serie di bisogni, spiegati da lui nella piramide dei bisogni da lui ideata.




La psicologia umanista prende in esame il comportamento del docente e i suoi effetti sull'alunno. Il principale esponente di questa corrente della psicologia, Carl Rogers, ha elaborato una forma di psicoterapia basata sul rapporto di parità tra terapeuta e paziente, perchè, secondo Rogers,  ogni individuo possiede la capacità di auto-comprendersi, migliorare e trovare soluzioni alle proprie difficoltà.
 Ispirandosi a questo approccio di parità, un insegnamento, per risultare efficace e significativo, deve essere flessibile e spostare il suo interesse dai contenuti al protagonista della relazione educativa: l'alunno.
Una pratica didattica ispirata alla teoria umanista, secondo Rogers, richiede tre atteggiamenti-chiave:
  • Empatia: L’empatia è la capacità di sintonizzarsi e comprendere gli stati emotivi e cognitivi del cliente. Questa capacità richiede una buona dose di attenzione e sensibilità nell’accogliere i vissuti dell’interlocutore, anche quando questi possono divergere profondamente per esperienza, valori o idee dai nostri.
  •  Autenticità: Il concetto di autenticità riguarda la capacità di essere spontanei e trasparenti nelle relazioni. Mostrare ciò che realmente c’è, senza, ad esempio, nascondersi dietro il ruolo che in quel momento stiamo ricoprendo . Essere autentici vuol dire esprimere solo ciò che realmente corrisponde al proprio sentire, evitando frasi stereotipate e restando in contatto empatico con il nostro interlocutore.
  • Accettazione incondizionata: L’accettazione dei vissuti e delle esperienze, astenendosi da ogni forma di giudizio, accettare la realtà esistenziale dell’altro e valorizzare l’altro per ciò che è. Accettazione non vuol dire condivisione o approvazione incondizionata di idee, opinioni e sentimenti diversi dai nostri, bensì il riconoscere all’altro la libertà di provarli; è una forma di rispetto profondo dell’altro da sé , un modo di essere dell’agevolatore che contribuisce a dare alla relazione la qualità imprescindibile della comprensione profonda.
 Questa impostazione risponde all'esigenza di preparare l'alunno a una società che cambia rapidamente, per questo Rogers afferma che la scuola deve creare individui aperti alle novità e alle trasformazioni. L'insegnante deve insegnare a imparare, cioè fornire gli strumenti metodologici necessari per usare consapevolmente le conoscenze. l'allievo dovrà poi essere in grado di autovalutarsi e di provare soddisfazione per i risultati ottenuti: questo coinvolgimento sarà fondamentale per il successo scolastico.
la relazione educativa ha dunque lo scopo di favorire la metacognizione, ossia l'autovalutazione dei risultati conseguiti.
In conclusione, si può affermare che la figura dell'educatore ha il ruolo di facilitare l'apprendimento.

LA TEORIA PSICOANALITICA

La psicoanalisi, corrente scientifica fondata da Sigmund Freud, afferma che molti comportamenti sono originati da dinamiche inconsce.
Nello sviluppo di questa teoria, Sigmund Freud, dice che i concetti di coscienza, preconscio ed inconscio sono centrali.
L'inconscio basa la propria natura sui desideri repressi e confinati in una zona estranea alla nostra coscienza.
Il preconscio si trova "a metà" tra la coscienza e l'inconscio e ospita i contenuti mentali che sono inconsci in un particolare momento, ma che, sono accessibili al ricordo e possono diventare consci al momento opportuno, ma possono anche essere rimossi, nel caso in cui la coscienza li ritenga inaccettabili.
la coscienza invece indica la consapevolezza che la persona ha di sé e dei propri contenuti mentali.


Secondo la psicoanalisi la classe è un campo di un incontro/scontro di forze inconsce, che possono emergere attraverso una grande quantità di sintomi. La psicoanalisi invita a interpretare tali sintomi e a ricercare le cause profonde che ne sono all'origine. Questa teoria aiuta anche a chiarire la ricchezza della relazione educativa, per esempio, mette in luce i fenomeni di transfert cioè il processo di trasposizione inconsapevole di sentimenti e di emozioni che il soggetto ha avvertito in passato nei riguardi di persone importanti della sua infanzia, questo può essere sia negativo che positivo, e mette in luce i fenomeni di proiezione secondo il quale trasferiamo involontariamente il nostro comportamento inconscio sugli altri, in modo da farci credere che queste qualità in realtà appartengano ad altre persone.
 «Se provate a indicare qualcuno tenendo la mano dritta davanti a voi, vi accorgete che un dito è puntato verso l’altra persona ma tre sono rivolte verso di voi: questo può servire a ricordarvi che quando denigriamo gli altri in realtà stiamo solo negando un aspetto di noi stessi.»
-Illumina il tuo lato Oscuro – Debbie Ford. Macro Edizioni 2012, p.46

Inoltre, nella teoria psicoanalitica è molto importante l'immagine di sè, che si costruisce attraverso un lungo percorso, influenzato dalle figure di riferimento e che in ogni relazione incide profondamente sul modo di comportarsi.
Secondo la psicoanalisi un insegnante nel rapporto con gli allievi è spinto a rivivere la propria infanzia, questo fenomeno, se adeguatamente compreso, fornisce al docente una chiave per meglio capire i comportamenti degli allievi.

giovedì 26 gennaio 2017

LA GESTALT

La psicologia della Gestalt vuole rispondere alla domanda: "perchè le cose appaiono come appaiono?"
Secondo la Gestalt la percezione sensoriale, in particolar modo la percezione visiva, svolge un ruolo creativo, ovvero non registra i dati passivamente, ma in modo attivo, cioè classifica e interpreta le sensazioni.
Max Wertheimer, fondatore della scuola di pensiero "Gestalt", ha individuato i principi di raggruppamento degli oggetti, secondo il quale noi raggruppiamo gli oggetti utilizzando schemi innati che collegano e organizzano i dati che riceviamo dall'organo della vista.
I principi più importanti sono:
  • Vicinanza: siamo portati a raggruppare oggetti vicini tra loro;
  • Somiglianza: raggruppiamo gli oggetti simili tra loro;
  • Continuità: raggruppiamo gli oggetti che possono essere visti l'uno come la continuazione dell'altro;
  • Chiusura: raggruppiamo gli elementi in modo che formino una figura chiusa;
  • Pregnanza: raggruppiamo gli elementi che possono costruire una figura semplice, regolare, simmetrica;
  • Buon forma: raggruppiamo gli elementi per ottenere una figura più semplice;
  • Esperienza passata: raggruppiamo gli elementi associati alla nostra esperienza precedente.
Nell'applicare questi principi la nostra mente distingue la figura, che attira la nostra attenzione, dallo sfondo. L'organizzazione figura-sfondo è un altro aspetto fondamentale della percezione visiva. 
A volte però, non è facile "estrarre" la figura dallo sfondo, mentre in altri casi la percezione oscilla tra possibilità alternative, come nel caso della percezione fluttuante.
percezione fluttuante