La psicologia umanista è un orientamento inaugurato da Abraham Maslow che, in dissenso nei confronti della psicologia psicoanalitica, riconduce le motivazioni dell'azione a una serie di bisogni, spiegati da lui nella piramide dei bisogni da lui ideata.
La psicologia umanista prende in esame il comportamento del docente e i suoi effetti sull'alunno. Il principale esponente di questa corrente della psicologia, Carl Rogers, ha elaborato una forma di psicoterapia basata sul rapporto di parità tra terapeuta e paziente, perchè, secondo Rogers, ogni individuo possiede la capacità di auto-comprendersi, migliorare e trovare soluzioni alle proprie difficoltà.
Ispirandosi a questo approccio di parità, un insegnamento, per risultare efficace e significativo, deve essere flessibile e spostare il suo interesse dai contenuti al protagonista della relazione educativa: l'alunno.
Una pratica didattica ispirata alla teoria umanista, secondo Rogers, richiede tre atteggiamenti-chiave:
- Empatia: L’empatia è la capacità di sintonizzarsi e comprendere gli stati emotivi e cognitivi del cliente. Questa capacità richiede una buona dose di attenzione e sensibilità nell’accogliere i vissuti dell’interlocutore, anche quando questi possono divergere profondamente per esperienza, valori o idee dai nostri.
- Autenticità: Il concetto di autenticità riguarda la capacità di essere spontanei e trasparenti nelle relazioni. Mostrare ciò che realmente c’è, senza, ad esempio, nascondersi dietro il ruolo che in quel momento stiamo ricoprendo . Essere autentici vuol dire esprimere solo ciò che realmente corrisponde al proprio sentire, evitando frasi stereotipate e restando in contatto empatico con il nostro interlocutore.
- Accettazione incondizionata: L’accettazione dei vissuti e delle esperienze, astenendosi da ogni forma di giudizio, accettare la realtà esistenziale dell’altro e valorizzare l’altro per ciò che è. Accettazione non vuol dire condivisione o approvazione incondizionata di idee, opinioni e sentimenti diversi dai nostri, bensì il riconoscere all’altro la libertà di provarli; è una forma di rispetto profondo dell’altro da sé , un modo di essere dell’agevolatore che contribuisce a dare alla relazione la qualità imprescindibile della comprensione profonda.
la relazione educativa ha dunque lo scopo di favorire la metacognizione, ossia l'autovalutazione dei risultati conseguiti.
In conclusione, si può affermare che la figura dell'educatore ha il ruolo di facilitare l'apprendimento.


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